Collesanocorreinrete.it

  • Home
  • Mappa Geografica
  • Immagini
  • Video
  • Download
  • Contattaci
  • Calendario
Home Targa Florio La Targa Florio

La Targa Florio

PDF | Stampa | E-mail
1906-alessandro-cagno%20480%20x%20360.jpg
© Di Vincenzo
LA MITICA CORSA DELLE MADONIE, LA PIU’ ANTICA AL MONDO  SU STRADA

Tra i monti e le colline delle Madonie, custodi nel corso dei secoli d’interessanti ed artistiche cittadine, insistevano delle strade disagevoli da percorrere, dai tracciati difficili e polverosi, dalle curve alquanto impegnative da abbordare, entro una cornice naturale di smisurato valore paesaggistico e naturale.

Questi scenari d’incanto ambientale, di legami storici, di rinomata ospitalità, di antiche tradizioni, di piacevoli sapori e di genuini gusti, testimoniavano in maniera rimbombante, l’avanzamento e la velocità delle vetture sempre più prestigiose, che mettevano a dura prova i piloti, i meccanici e le stesse case costruttrici, in occasione proprio della famosa ed indimenticabile Targa Florio.
vincenzo%20florio%20ideatore%20targa%20florio%201906.jpgNel 1906 inizia, precisamente, l’avventura della Targa Florio, la prima corsa automobilistica su strada più celebre al mondo, grazie all’intuizione del giovane Vincenzo Florio, appassionato di corse e motori.
Vincenzo, nasce a Palermo nel 1883, da Ignazio e Giovanna d’Ondes Trigonia, della gloriosa e benestante famiglia siciliana dei Florio
Siamo nel 1905, quando le qualità e le capacità organizzative di Vincenzo, appena 22enne, vengono esaltate nella cronaca di allora, per l’organizzazione della corsa automobilistica del bresciano, titolata “Coppa Florio”, vero preludio, promozionale e di omologazione dell’antica gara siciliana delle strade collinari e di montagna delle Madonie.

Riuscì in poco tempo a programmare, curare e perfezionare, la gara automobilistica, passante per i paesi madoniti,  che passo nella storia come Grande Circuito delle Madonie: Cerda, Caltavuturo, Castellana Sicula, Petralia Sottana, Petralia Soprana, Geraci, Castelbuono, Isnello, Collesano e Campofelice di Roccella, passando dal rettilineo di Bonfornello, con arrivo presso l’antico Tempio di Imera.
Il tragitto, di circa 150  Km., che doveva essere percorso per 3 giri, si snodava per le strade sterrate a serpentina, collinari e montuose, in un percorso difficile, malagevole e inagibile, ove si faceva fatica a bloccare gli animali che finivano lungo le strade interessate dalla gara.
Alla predisposizione e cura di questo acuto progetto sportivo, durante un soggiorno in Francia, contribuì l’amico francese Henri Desgrange, direttore di “Auto” periodico parigino.
Al vincitore, la ricca Famiglia Florio, aveva destinato la bellissima Targa (progettata da René Lalique, linea Art Nouveau) e un premio in denaro di lire 30.000.

mappa%20piccolo%20circuito%20posizione%203.jpgLa partenza avvenne il 6 maggio 1906, con la partecipazione di sole 10 automobili (5 Itala, 2 Clement Bauard, 1 Fiat, 1 Berlier e 1 Hotchkiss. Vinse la 1° edizione della Targa Florio, Alessandro Cagno, su Itala.
Le qualità della gara sono caratterizzate  e riconducibili ad alcuni fattori organizzativi, sportivi, tecnici, ambientali, partecipativi e  di riconoscimento.
La manifestazione automobilistica era conosciuta al di fuori come “Primavera Siciliana” mentre, per gli abitanti dei paesi delle Madonie e della Sicilia tutta, la Targa Florio rappresentò, motivo di zelo e di popolarità, non solo come scenario abbondante di risorse, di paesaggio, di natura incontaminata, di patrimonio culturale ma, anche da un punto di vista economico e turistico.
Fu proprio Vincenzo Florio che incoraggiò la costruzione delle tribune di Cerda, per consentire ai nobili e agli imprenditori palermitani ed isolani, l’incolumità della persona, ed assistere comodamente seduto, allo sfrecciare  delle automobili.

Nel 1912, la Targa Florio cambiò percorso, prendendo la denominazione di “Giro di Sicilia”, e toccò diverse città in tutta l’isola (Palermo, Termini Imerese, Cefalù, Messina, Taormina, Catania, Siracusa, Noto, Ragusa, Gela, Agrigento, Sciacca, Castelvetrano, Marsala, Trapani e ancora Palermo) con un percorso lungo circa 965 Km.

Fino al 1930 venne utilizzato il “Medio Circuito” (Cerda, Catalvuturo, Petralia, Collesano e Campofelice), mentre l’anno dopo venne disputata nel “Piccolo Circuito” delle Madonie di 72 Km. (Cerda, Caltavuturo, Collesano e Campofelice).
Questo circuito continuerà ad essere utilizzato fino al 1977, alternando un percorso a volte 7, a volte 14 giri. Nel 1937 e fino al 1940, la corsa venne effettuata nel circuito ricavato nel Parco della Favorita, nella città di Palermo.
Solo l’edizione del 1955 farà rientrare la corsa nei campionati mondiali di vetture Sport Prototipi e Gran Turismo.
A partire dal 1958, e fino ad oggi, solo edizioni di “gare di regolarità”, cioè raggiungere ogni tappa del percorso avendo cura di rispettare uno schema di marcia già disposto (una specie di sfilata di auto).

La Targa Florio riprenderà ad essere nuovamente una gara agonistica dal ’58 fino al ‘73, per il suo interesse specifico nella sezione corse, rientrando così nel campionato mondiale di vetture Prototipi e Gran Turismo.

vaccarella%201.jpgNegli anni d’oro della Targa Florio, parteciparono nomi famosi di piloti e titolate case costruttrici, che ebbero nel 1973,   inaspettatamente, la conclusione a causa dei numerosi incidenti gravi, occorsi durante la gara.

Purtroppo, questi tristi incidenti avvenuti nel 1973, marcarono l’inaffidabilità del circuito delle Madonie, rispetto alle alte velocità e alle nuove tecniche motoristiche; si perse, così prestigio e la classe di gara internazionale.
Il 1977 fu anch’esso un anno malinconico da ricordare perché segnò la fine della celebre gara. Alcuni spettatori, a causa di un’auto uscita fuori pista verso Buonfornello, furono falciati. Bilancio due morti e tre feriti gravi.

La vera Targa Florio depauperò il suo svolgimento e perse l’entusiasmo e la stima sportiva. A partire dal 1978 la gara veniva modificata in attività sportiva Rally e chiamata “Rally Targa Florio”.

Come si possono dimenticare l’entusiasmo della popolazione, lo spirito di partecipazione, la preparazione,  l’accoglienza, la passione, il tifo per la Ferrari, per Nino Vaccarella, ecc.  
Precisamente, qualche mese prima della gara, i paesi delle Madonie si predisponevano allo spirito sportivo, si preparavano all’accoglienza e tutta la popolazione veniva attaccata da una sorta di epidemia agonistica.
Molti ragazzi facevano le bravate al volante, si scioglievano con le gare incrociate, con la febbre dei bolidi e facevano  rombare i loro motori. Qualche volta si scommetteva per gioco, sul pilota o sulla marca automobilistica vincente.

Poiché all’alba il circuito veniva chiuso, durante la notte, si dava inizio alle file di persone appiedate, con i muli, con i trattori e con le auto. Le ferrovie dello stato predisponevano anche dei treni speciali che conducevano tante persone nelle stazioni di Cerda, di Sciara-Aliminusa, di Fiumetorto, di Buonfornello, di Campofelice Roccella, di Lascari e di Cefalù.
Ognu¬no sentendosi protagonista dell’evento, cercava una «postazione» particolare, che terminava  con l’arrivo dell'ambulanza e delle moto della polizia; ecco il passaggio della prima automobile da corsa. Dopo la lunga attesa, gli sportivi e non,  andavano in escandescenza e si compiacevano per la passionalità e per l’intensità della gara.

“Se le cose hanno un'anima, se gli avvenimenti hanno un cuore, c'è da pensare che la cara vecchia Targa Florio è stata lungimirante «scomparendo» in punta di piedi prima che il mondo attorno a lei diventasse altro da quello che era”.
foto%20ingresso%207%20512%20x%20384.jpg
Oggi, sono riconoscibili e consultabili riviste, libri, elenchi, cartoline, ecc. e, in esposizione e bacheche, parecchi cimeli, targhe, quadri e tanta altra oggettistica che ripercorrere, da varie aree tematiche, la leggendaria corsa della Targa Florio. Museo Targa Florio di Collesano e Museo Vincenzo Florio di Cerda.
 
Menu Principale
  • L'Atleta Giusy Gargano
  • Ultime Notizie
  • Storia
  • Arte e Monumenti
  • Ceramica
  • Manifestazioni
  • Targa Florio
    • Museo
  • Artigianato
  • Prodotti Tipici
  • Informazioni utili
  • Curiosità
  • Web link

Copyright © 2010 Collesanocorreinrete - DVV
All Rights Reserved