ORIGINI DEI VENTIMIGLIA DI SICILIA
Fra gli anni '40 e gli anni '60 del XIII secolo, fanno la loro comparsa nell'area madonita alcuni esponenti della famiglia ligure dei Ventimiglia: se un Oberto - nome inserito in pieno nella tradizione onomastica familiare - figura come corsaro a Cefalù nel 1239, la maggiore presenza è quella di Enrico, che sposa Isabella Candida, erede del dominio geracense dei Craon.
Enrico è l'esponente di spicco del casato ligure dei conti di Ventimiglia, coinvolti nelle vicende dell'immigrazione in Sicilia di elementi dell'aristocrazia e di coloni provenienti dall'Italia settentrionale, in collegamento con le relazioni matrimoniali instaurate dagli Altavilla con i marchesi Aleramici.
L'insediamento di questi gruppi di "Lombardi" è concentrato prevalentemente in una vasta area della Sicilia centro-orientale, ma anche Polizzi, in pieno territorio madonita, diviene uno dei domini della contessa Adelicia, figlia del marchese di Monferrato e moglie di Ruggero è uno dei maggiori centri di attrazione per gli immigrati.
L'omonimo avo di Enrico era padre di un Guido, il cui figlio Oberto emigra pure in Sicilia assumendo il cognome Del Bosco e radicandosi a Trapani. L'altro figlio, Filippo, oltre al primogenito Enrico, ebbe come eredi un Oberto, un Guglielmo, un Filippo.
Questi nomi sono all'origine della tradizione onomastica dei Ventimiglia di Sicilia, che riprende da un lato quella del ramo ligure con i numerosi Enrico, Guglielmo, Filippo, Oberto (Bert), Guido, dall'altro quella delle famiglie Candida e Craon con gli Aldoino e i Ruggero. Nella vasta successione del primo Francesco figurano tutti questi nomi, rintracciabili anche - sia pure fra gli esponenti minori del casato -, nella recensio feudorum del 1408, a distanza di molte generazioni dall'unione matrimoniale fra le due famiglie.
L'ultima testimonianza del legame con le terre liguri di origine è della fine del Trecento, quando un Franceschino, figlio di un comes Ruggero - probabilmente un figlio di Francesco I che aveva raccolto una qualche eredità dei beni in Liguria - eredita dal padre sei castelli in "Lombardia" (Africo, Denua, Lavinio, Pozzalto, Montegrosso e Mendaga); di tali beni, tuttavia, non resta memoria ulteriore in relazione ai Ventimiglia siciliani.
Enrico è l'esponente di spicco del casato ligure dei conti di Ventimiglia, coinvolti nelle vicende dell'immigrazione in Sicilia di elementi dell'aristocrazia e di coloni provenienti dall'Italia settentrionale, in collegamento con le relazioni matrimoniali instaurate dagli Altavilla con i marchesi Aleramici. L'insediamento di questi gruppi di "Lombardi" è concentrato prevalentemente in una vasta area della Sicilia centro-orientale, ma anche Polizzi, in pieno territorio madonita, diviene uno dei domini della contessa Adelicia, figlia del marchese di Monferrato e moglie di Ruggero è uno dei maggiori centri di attrazione per gli immigrati.
L'omonimo avo di Enrico era padre di un Guido, il cui figlio Oberto emigra pure in Sicilia assumendo il cognome Del Bosco e radicandosi a Trapani. L'altro figlio, Filippo, oltre al primogenito Enrico, ebbe come eredi un Oberto, un Guglielmo, un Filippo.
Questi nomi sono all'origine della tradizione onomastica dei Ventimiglia di Sicilia, che riprende da un lato quella del ramo ligure con i numerosi Enrico, Guglielmo, Filippo, Oberto (Bert), Guido, dall'altro quella delle famiglie Candida e Craon con gli Aldoino e i Ruggero. Nella vasta successione del primo Francesco figurano tutti questi nomi, rintracciabili anche - sia pure fra gli esponenti minori del casato -, nella recensio feudorum del 1408, a distanza di molte generazioni dall'unione matrimoniale fra le due famiglie.
L'ultima testimonianza del legame con le terre liguri di origine è della fine del Trecento, quando un Franceschino, figlio di un comes Ruggero - probabilmente un figlio di Francesco I che aveva raccolto una qualche eredità dei beni in Liguria - eredita dal padre sei castelli in "Lombardia" (Africo, Denua, Lavinio, Pozzalto, Montegrosso e Mendaga); di tali beni, tuttavia, non resta memoria ulteriore in relazione ai Ventimiglia siciliani.


