IL TERRITORIO E I CENTRI DELLE MADONIE DESCRITTI DA EDRISI (Geografo Arabo del sec. XII)
Ad una giornata di cammino da Palermo verso levante, sorge la rocca di Tirmah (cittá di Termini) sopra un poggio che sta a cavaliere sul mare. Questa rocca [va noverata] tra le più belle e la pianura [del suo contado] tra le più vaste [dell'isola]. Gira intorno [a Termini] un muro e vi [si ammirano] avanzi di antichità e costruzioni primitive, tra le quali un teatro di mirabile struttura, che mostra il valor dello architetto. Avvi anco una fortezza nuova e due bagni l'un presso all'altro, entrambi eccellenti, su i quali sorge un edifizio antico.
A ponente di Termini è un abitato che s'addimanda 'At Tarbiah ("la quadrata", comune di Trabia): incantevole soggiorno; [lieto] d'acque perenni che [danno moto a] parecchi molini. La Trabia ha una pianura e de' vasti poderi ne' quali si fabbrica tanta [copia di] paste da esportarne in tutte le parti, [specialmente nella] Calabria e in altri paesi di Musulmani e di Cristiani: che se ne spediscono moltissimi carichi di navi. Presso la Trabia è il Wadi 'as Sullah (fiume di Termini), largo e copiosissirno d'acque, nel quale si trova dalla primavera in poi il pesce chiamato ray (specie di salmone?). Nel porto poi di questo paese si prende quel gran pesce che addimandasi il tonno.A dodici miglia da Termini [s'incontra] la fortezza di Búrqád (villaggio di Brucato), alta fortezza che ha grande numero di colti, un mercato, [varie] industrie, delle acque, e non pochi molini, ed orti, giardini, vaste massarie ed ottime terre da seminato. Brucato giace a due miglia dal mare.
A dodici miglia dalla detta fortezza è Sahrat 'al hadid ("la rupe di ferro", Roccella), picciol casale con un forte in cima della rupe, la quale si avanza, scoscesa d'ogni banda, su la spiaggia del mare. Dalla parte di terra le si stende una spianata di sabbia (detta in oggi Piana di Roccella), e [poi] de' buoni poderi e delle fertili terre da seminare.
Ad una giornata leggiera da Sahrat 'al 'hadid giace, sulla spiaggia del mare, Gaflúdi (Cefalù) fortezza simile a città, co' suoi mercati, bagni e molini, piantati dentro lo stesso paese, sopra un'acqua ch'erompe [dalla roccia], dolce e fresca e dà da bere agli abitanti. La fortezza di Cefalù [è fabbricata] sopra rocce bagnate dal mare. Essa ha un bel porto, al quale vengono delle navi da ogni parte. Il paese è molto popolato. Gli sovrasta una rocca dalla cima di un erto monte, assai malagevole a salire per cagion della costa alta e scoscesa.
Da Cefalù alla fortezza di Tuz'ah (comune di Tusa) una giornata leggiera. Questa fortezza è di costruzione primitiva e di sito difendevole. Le s'attacca un quartiere abitato. Fortezza e borgo son posti in cima d'un monte isolato, al quale non s'arriva se non per aspri sentieri e cammini quasi impraticabili. Ma gli si stende d'ogni intorno un vasto terreno, grasso, fertile, eccellente, molto adatto a seminati e ad altre culture. Tusi si scosta dal mare due miglia, poco più, poco meno.
Da Tusa alla fortezza di Qal'at 'al qawárib ("la rocca delle barchette") dodici miglia. Questa alta rocca è di antica fondazione [anzi] primitiva. La cinge in cerchio un borgo assai popolato; fertili son le sue terre da seminare; abbondanti i prodotti; copiose le acque. Avvi anche, ad un miglio e mezzo all'incirca dalla fortezza, un porto frequentato, nel quale le navi possono ancorare e prendervi i carichi.
Da Qalat al qawárib ad 'Al Qárúniah (comune di Caronia) dodici miglia. A Caronia principia la provincia di Dimnàs (l'antico Val Demone). E' rocca antica [anzi] primitiva, presso la quale [è surta] una fortezza nuova: l Paese possiede giardini, fiumi, vigne, alberi e un porto di mare. Quivi [si tende la] rete da pescare il tonno grande. La rocca è distante all'incirca un miglio dal mare.
Caltavuturo, forte castello, e popolato, possiede campi da seminare veramente buoni, ed [ha] abbondanti produzioni del suolo.
Di qui a Búlis (comune di Polizzi) cinque miglia per mezzogiorno. Il castel di Polizzi sorge sopra una alta vetta. Sogiorno bellissimo, al quale appartengono campi da seminare e fertili terreni.
Da Polizzi a B.traliah (comune di Petralia) sei miglia per levante. Petralia è nobil castello e superbo fortalizio, con campi da seminagione continui e vasti, e con abbondanti produzioni del suolo. Ha una rocca ed un mercato che non la cede per nulla a qua' delle maggiori città.
Da Petralia a Maqárah otto miglia. Il castello di Maqárah racchiude palagi [ben] abitati; ha molti campi da seminagione e molte industrie.
Da quello a Isb.rl.nkah (comune di Sperlinga) dieci miglia per mezzogiorno. Sperlinga è grosso casale, nel quale s'aduna ogni ben [di Dio], terre seminato e colti, che stendonsi per lungo tratto.
Geraci produce molte frutte, ha campi da seminagione [ben] coltivati, un borgo spazioso e de' colti sparsi qua e lá. Giace tra monti eccelsi , [proprio] entro una cerchia di giogaie. Da Geraci a Petralia son quasi dieci miglia.
Da Geraci a Ruqqah Basili per settentrione, nove miglia. Questa è bella rocca, con ampii mezzi di sussistenza, beni da tutte le parti e terre seminative fertilissime.
Da Ruqqah Basili ad 'Al Himár ("l'Asino", comune di Isnello), casale sulla vetta d'un monte, dieci miglia per ponente. Similmente da Geraci ad Isnello tredici miglia; da Isnello a Polizzi sei miglia, tra ponente e mezzogiorno; e da Isnello a Qal'at 'as Sirát ("la rocca della strada", Golisano, Collesano), nove miglia a ponente.
Collesano, rocca sopra un colle scosceso ed elevato poggio, abbonda d'acque ed ha molte terre da seminare, alle quali sovrasta un alto e superbo monte. Una volta sorgeavi un castello fortissimo e difendevolissimo [ne' cui dintorni poteano pascolare] pecore e buoi; ma il ridottato re Ruggiero ha fatto diroccare il castello e tramutar l'abitato nel sito dove è oggi.Da Collesano a Cefalù, la marittima, otto miglia. Tra l'una e l'altra sorge il castello di Q.ratiri (comune di Gratteri), piccolo ma [signoreggiante un territorio] ubertoso. Da Collesano a Termini, la marittima, quindici miglia per ponente con declinazione a tramontana. Similmente da Ruqqah Basili a Tusa, ricordata di sopra, dieci miglia per tramontana.
Ibn Idris, Sollazzo per chi si diletta di girare il mondo (sec. XII), in Biblioteca arabo-sicula, a cura di M. Amari, I, Torino-Roma 1880, pp.63-66, 112, 114, 115.


