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Home L'Atleta Giusy Gargano LA SUA DISABILITÀ FISICA DIVENTA PRETESTO PER SFIDARE SE STESSA

LA SUA DISABILITÀ FISICA DIVENTA PRETESTO PER SFIDARE SE STESSA

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img_0810.jpgL’atleta paralimpica Giusy Gargano, grazie a questa “apparente” e “insignificante” a suo dire, disabilità fisica, ha saputo reagire e liberare tutta se stessa, ha saputo districare alcuni pesi psicologici e mentali al punto di rimuovere tutte quelle monotonie, mediocrità e ragioni negative che l’hanno tenuta incollata e bloccata per diversi anni, forse per troppi anni.
A dire il vero, fino a circa 17 mesi fa, nessuna cosa, forse, sarebbe servita a stimolare e consigliare in lei, di mettersi in cammino... ma ad un certo punto della sua vita, si è ritrovata non più a camminare ma bensì a correre, ad accelerare alla grande, fino a percorrere in “pista” i 100 e i 200 metri piani “della sua vita”, della sua semplice e singolare esistenza e vivere intensamente, in quel breve tratto, l’intensità del momento e una speciale dimensione di successi sportivi e soprattutto umani.
Giusy, dopo aver visto con i propri occhi la cruda realtà e le condizioni tangibili di tantissimi atleti disabili di tutto il mondo, presenti a Pechino in occasione dei Giochi Parolimpici 2008, contemplato ed ammirato l’imponente umanità, le destrezze ginniche, le abilità sportive a suon di tanti record e medaglie, ha riscoperto e rafforzato dentro, una visione esclusiva della realtà e un’autenticità di valori umani e sportivi.
Infatti, quest’ultima esperienza unica, eccezionale, indimenticabile, ha segnato, orientato e rafforzato il suo modo di agire,  le sue relazioni,  ha cambiato radicalmente e positivamente il suo modo di vivere.

Sicuramente la cosa che più sorprende e meraviglia in Giusy, in relazione alle sue condizioni di disagio fisico è soprattutto la consapevolezza di ritrovarsi ad essere allo stesso tempo, donna, insegnante, educatrice ed atleta a livello prima nazionale e poi internazionale.
Questa presa di coscienza, questa nuova sensazione, ritrovarsi ad essere un nuovo personaggio ma, anche la nuova responsabilità che si è ritrovata ad assumere, il nuovo ruolo che ha dovuto scoprire in poco tempo, ha dato linfa nuova e nuovo sentimento al vivere, attraverso: la forza di sentirsi se stessa; la gioia di continuare a vivere intensamente e quotidianamente le opportunità che la vita offre; il coraggio di confrontarsi e di mettersi in gioco, in discussione; il desiderio di trasmettere i veri valori, le passioni, e le migliori qualità della sua persona, nel nostro contesto sociale, professionale, educativo e sportivo; la consapevolezza di possedere una struttura corporea integra e vigorosa, adatta all’atletica; l’aspirazione di raggiungere traguardi considerevoli e brillanti; la costanza di continuare a fare sacrifici, di misurarsi, di competere con altri campioni e, soprattutto di lottare, non mollare mai.

Dove pensiamo che Giusy abbia trovato tutto ciò?
Dove pensiamo possa aver trovato la forza di superare le difficoltà, le insidie, le diversità… dove pensiamo possa aver ritrovato la giusta “pista” per percorrere i passi della vita, per orientare la sua esistenza, per equilibrare ed armonizzare la realtà di ogni giorno e… pervenire ai suoi pregevoli traguardi?
Le più grandi spinte al cambiamento della sua vita, apparentemente “normale” sono state sicuramente il rivedersi dentro, la grande ricchezza d’animo e la forza interiore, che le hanno permesso di superare tanti ostacoli e muri apparentemente insormontabili ma anche le forti resistenze interne che l’hanno sicuramente “sostenuta” nel darle coraggio e supporto nei momenti più significativi e più problematici della sua vita di donna, di professionista e soprattutto di atleta.

La ritrovata serenità, la tranquillità, la pace con se stessa e con gli altri, il coraggio di osare, sono risultati il collante che hanno permesso a Giusy di vedere le cose con gli occhi giusti, della realtà, della consuetudine, dell’armonia, della purezza, della semplicità e perché no, della bellezza della vita.  

Sono state anche la speranza, la fiducia, il grande sogno, cercati, vissuti e mai perduti, che accompagnano,  stimolano e caricano costantemente Giusy per il raggiungimento di considerevoli risultati nella vita, nella professione e nello sport e che hanno visto un giorno il senso del riscatto, della liberazione e, infine, il definitivo successo, grazie al quale si è scrollata addosso tutte quelle “pelli” fastidiose ed anche inutili.

Tutto questo che per alcuni potrebbe essere la somma finale, il risultato di tante tappe coraggiose, ha invece proiettato Giusy ad un livello più alto, in modo concreto a confrontarsi e a mettersi in gioco, provando così a gareggiare nei 100 e 200 metri piani e nel salto in lungo, e riesce ad ottenere in pista ottimi risultati, conseguendo validi successi sia a livello regionale, nazionale ed europeo. Entra così a far parte della nazionale italiana (CIP), diventa primatista italiana e vola fino a Pechino alle Paraolimpiadi 2008, nella categoria donne T44.
 
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