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Home Curiosità Religiose LA FESTA E LA FIERA DELLA PATRONA MARIA SS.MA DEI MIRACOLI

LA FESTA E LA FIERA DELLA PATRONA MARIA SS.MA DEI MIRACOLI

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foto%20maria%20ss.jpgUn’antica tradizione collesanese riporta che il quadro della Madonna dei Miracoli (L'Annunciazione) era anticamente custodito nella quadreria del castello dei conti di Collesano. In seguito ad un evento prodigioso (la Madonna che salva, raccogliendola, una bambina caduta nel vuoto da una finestra del castello), la famiglia del conte dona il quadro alla chiesa domenicana dell'Annunziata ubicata in località Gioppo. Ciò perché la bambina riferisce che a salvarla era stata la Madonna effigiata nello stesso dipinto.

Intorno alla metà del Cinquecento, per le condizioni malariche del sito, i domenicani abbandonano la vecchia chiesa dell'Annunziata e si trasferiscono in quella dell'Annunziata Nuova, dentro il centro abitato. Ne consegue la cessazione del culto presso la chiesa dell'Annunziata vecchia Scrive il cronista collesanese R. Gallo che "dopo dodici anni di tale abbandono, il venerdì 27 aprile 1571 ad un'ora di notte si ode nel paese di Collesano il tintinnio delle campane dell'abbandonata chiesa dell'Annunziata Vecchia, quando la Vergine Santissima per quell'immagine cominciava ad operare grandi portenti... intanto la cara effigie della Madonna rappresentata nel quadro miracoloso, da quel giorno avventurato cominciò ad invocarsi e venerarsi in Collesano col titolo di Maria SS. dei Miracoli". Era l'inizio di una serie di avvenimenti che la tradizione locale riconosce come i miracoli di Maria Santissima nei quali sono coinvolti anche forestieri provenienti dai paesi vicini. Gli eventi datano tra il 27 aprile ed il 19 maggio 1571, per poi proseguire il 14 aprile 1612 ("molta gente saturata con poco pane") e concludersi il 26 maggio 1643 ("Miracolo della Vergine che sudando e con altri portenti distoglie il popolo da un grande eccidio"). Si tratta di eventi dai quali affiora la condizione di grave carestia, la speculazione dei profittatori e i pericoli della rottura violenta dell'ordine pubblico con il molo di mediazione dei Cappuccini nella comunità locale. Dopo i primi eventi prodigiosi, il clero e gli amministratori comunali ritengono di non potere più lasciare incustodita la chiesa e senza culto la sacra immagine. Perciò chiedono e ottengono dai Domenicani, dietro pagamento a carico del Comune, la rinuncia di chiesa e convento in favore del Comune di Collesano.
 
dscf0059.jpgRipreso il culto, nel 1580, a spese di donna Luisa de Luna Vega e Aragona, moglie del conte Cesare Moncada, viene abbellita la cappella di Maria dei Miracoli alla quale la stessa assegna un congrue capitale affinché con le rendite si possa provvedere al regolare antenimento della stessa e all'olio occorrente per fare ardere, 24 ore su 24, una lampada dinanzi la sacra immagine. Nel 1587 giardino chiesa e convento, ora sotto titolo di Maria SS.ma dei Miracoli, vengono concessi ai frati carmelitani e, dopo l'abbandono, pare burrascoso, degli stessi, nel 1594 tutto passa ai Cappuccini che vi rimarranno fino alla soppressione del 1867. La festa di Maria dei Miracoli, alla quale il Comune contribuisce da oltre quattro secoli e mezzo, viene solennizzata a partire dal 27 aprile 1572 con grande partecipazione e affluenza di popolo pure dai paesi vicini. Consistenti sono sempre state le offerte in denaro e in natura: nel 1572 si distinguono la confraternita di S. Giacomo che offre un mulo, un asino e una giovenca. Nell'anno successivo alle offerte partecipano le confraternite locali: S. Nicolo, S. Sebastiano, S. Giovanni Battista e S. Giacomo. Sin dall'inizio la festa viene animata da corse di cavalli e sacre rappresentazioni. La fiera franca, cioè senza oneri di dazio, data invece dal 27 aprile 1574 quando essa viene concessa dal governatore della contea Giovanni Ferdinando Alemagna su richiesta dei rettori della cappella Antonio Sinceri e Mariano Gallo. L'atto di concessione della fiera è riportato integralmente nel nostro lavoro Collesano La Basilica di S. Pietro. Successivamente la fiera viene spostata all'ultima domenica di luglio per poi stabilizzarsi in concomitanza del giorno della festa patronale, spostato, dalla fine dell'Ottocento, al 26 maggio per probabili motivi climatici. Le tappe che portano la festa a diventare patronale sono quelle di seguito esposte. Su richiesta di clero, amministratori comunali e popolo, il 5 marzo 1602 il vescovo diocesano, lo spagnolo Emanuele Quero Turillo, dichiara il 27 aprile giorno festivo per Collesano. L'8 settembre 1641 viene solennemente confermata e proclamata dai Giurati, dal Clero e dal Popolo di Collesano Maria SS.ma dei Miracoli patrona di Collesano, come testimoniato dagli atti del notaio Pietro Tortoreti sotto la data del 29 giugno 1643.

uscita%20processione%20anni%2070.jpgPrima di allora patrono era stato S. Giacomo, il cui culto era legato alla presenza di conti di origine spagnola, e prima ancora S. Nicola, culto probabilmente legato all'immigrazione di una folta colonia barese venuta al seguito dei Normanni. Fin dal 1572, per solennizzare le funzioni, i giurati comunali, preceduti dal suono delle trombe e dal serviente con mazza, accompagnati dal clero con L'assistenza del maestro di cerimonia, si portano nel piano della chiesa dell'Annunziata dove vengono accolti dal guardiano dei Cappuccini. A uno dei giurati spetta quindi, in segno di patronato, aprire l'inferriata della cappella della Madonna. A conclusione delle celebrazioni religiose, i giurati assistono alle corse dei cavalli.
 
La processione con l'immagine sacra è più recente: soltanto in caso di pubblica necessità, su richiesta popolare, essa viene portata in chiesa madre, come avviene il 23 febbraio 1626 quando una prolungata siccità fa temere il peggio per l'esito della semina. Ancora su richiesta del popolo, a partire dall'anno 1700, giurati e clero concedono che la sacra immagine venga condotta in processione per le strade principali una volta ogni dieci anni. Non siamo riusciti a documentare da quando la processione è diventata annuale, certamente dopo il 1736. Intorno al 1846, il quadro poi, dopo un lungo contenzioso tra i Cappuccini ed il Comune di Collesano, vicenda della quale rimane un ampio carteggio tutto da studiare, viene trasferito nell'attuale cappella della Madonna dei Miracoli, prima dedicata al Crocifisso. Oggi il culmine della festa viene raggiunto il 26 maggio di ogni anno, quando a migliaia i devoti seguono il quadro della Madonna, molti a piedi nudi, lungo un percorso tortuoso che tocca tutte le chiese (tranne S. Maria) e i luoghi ove ne sorgevano altre, oggi totalmente scomparse (S. Francesco, S. Giovanni Battista, S. Caterina, S. Maria delle Grazie). II percorso processionale richiama, infatti, la memoria dei luoghi sacri, ancor quando degli stessi è andato perduto pure il segno: esso tende a sacralizzare l'intero perimetro urbano, allontanando il negativo dal centro abitato.
Rosario Termotto
 
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