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Itinerario Ceramica Collesano

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copertina%20opuscolo%20itinerario%20ceramica%20delle%20madonie.jpgII primo approccio con il mondo della ceramica madonita non poteva che iniziare da Collesano ed emblematicamente dal Borgo Stazzone, dove si può visitare l'ultima delle cinque fabbriche di materiale in terracotta un tempo esistenti.
Si arriva a Collesano percorrendo l'autostrada A 19 Palermo-Catania, fino allo svincolo di Buonfornello, e quindi la strada provinciale n. 9, entrando così nel comprensorio, attraverso il vecchio circuito della Targa Florio. Da piazza Mazzini ('Caricatore') si svolta a sinistra per la via Roma, poi corso Vittorio Emanuele, sino alla chiesa di san Giacomo; qui si imbocca a destra la via Mora raggiungendo la gradinata della terza traversa a sinistra.
Possiamo considerare la visita dello stazzane l'ingresso nel mondo della ceramica, le cui radici, soprattutto a Collesano, sono assai difficili da rintracciare. Il nome della contrada “Ciaramitaro”, a dieci km dal paese, ci riconduce all'epoca greca, e da quel tempo il fuoco non ha più smesso di trasformare la terra cruda - l'argilla - in terra cotta.

Il cuore di ogni stazzane è rappresentato dalle fornaci, e quelle di Collesano risalgono almeno documentalmente agli inizi del '500. Ma probabilmente ve ne sono sempre state. È ancora possibile osservare gli strumenti per le diverse fasi della lavorazione: il tornio, il mulino a mezza luna, dove si preparavano gli ossidi metallici per l'invetriatura, nonché le camere di cottura e combustione.

itinerario%20ceramica%20collesano%20opuscolo%20t%20gambaro%20.jpgGli stazzonari collesanesi hanno coperto nel corso dei secoli un'elevatissima gamma produttiva: dai semplici mattoni, agli utensili più comuni, dai contenitori per le spezierie, alle lucerne antropomorfe, ai fiaschi a forma di melanzana, cetriolo e peperone; trasformandosi così in figuli, artigiani capaci cioè di plasmare la materia prima, dando ad ogni singolo pezzo un gusto, un sapore, un'anima, ad un tempo popolare e nobile.
Colpiscono particolarmente le lucerne a figura umana, di cui così ha scritto Giuseppe Cocchiara: 'vi predominano i due colori cari a Collesano: il giallo e il verde. Eppure, con quei due soli colorì, gli artigiani sanno compiere miracoli. Caltagirone imprime alle sue figure una policromìa più ricca. Collesano, invece, sfoggia la sua ricchezza nella composizione. Ed è una ricchezza, la sua, semplice, penetrante. Caltagirone è la sinfonia, Collesano il flauto (1)
E   il   caso   di   ricordare   alcune   delle famiglie artigiane che più hanno contribuito a fare di Collesano nei secoli il centro di riferimento per la ceramica nelle Madonie: Barbera, Carrà, Catalano, Celiino, Cirri, lachetta.
Dopo la visita dello stazzane, si risale la via del Collegio, che termina nella piazza Rosario Gallo, quindi salita - Castello, infine la piazza con la Chiesa di Santa Maria la Vecchia impreziosita dal rivestimento maiolicato della guglia.
È documentata già nel secondo '500, a Collesano, la produzione di mattoni a cuneo, smaltati solo nella parte esterna, arrotondata, con i quali si ricoprivano le guglie, per un fine non solamente decorativo, ma anche protettivo.
 
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